Va a tagliare legna in giardino: precipita nel dirupo

DRENCHIA. Era uscito a tagliare legna nel giardino vicino alla propria abitazione, alla sommità di Clabuzzaro, frazione di Drenchia, quando ha perso l’equilibrio ed è caduto. È precipitato lungo un dirupo per alcuni metri l’anziano che nel tardo pomeriggio di ieri ha riportato diverse fratture in seguito alla caduta. La richiesta di intervento è arrivata alla Centrale operativa del 118 verso le 18.30 e dall’ospedale di Cividale è partito il personale sanitario a bordo di un’ambulanza. Stando alla prima segnalazione le condizioni dell’uomo erano piuttosto gravi, pertanto il 118, che aveva impegnato l’equipe dell’elisoccorso ad Alesso per un altro intervento, ha richiesto il supporto dei volontari del Soccorso alpino. Alla fine l’uomo, che ha riportato alcune fratture, è stato trasportato in ambulanza.

Stop al sogno del centro giovanile

DRENCHIA. Come da promesse elettorali: la prima azione politica della nuova amministrazione di Drenchia, che ha scalzato la storica maggioranza del sindaco Zufferli, è lo stop al contestato progetto del centro di aggregazione giovanile di Cras, portato avanti dall’ex giunta e osteggiato dagli allora oppositori, oggi alla guida del municipio, per il paradosso di un piano simile in un Comune popolato quasi solo da anziani.

Il punto saliente all’ordine del giorno dell’assemblea civica convocata per oggi alle 9.30 consiste nella formalizzazione della volontà dell’Ente di chiedere alla Regione la devoluzione del contributo assegnato per lo specifico disegno: «Devoluzione – puntualizza il primo cittadino, Francesco Romanut – parziale, perché l’immobile è già stato comprato».

Con tempistica che il vicesindaco Graziano Bosello definisce «incredibile»: «Sapete quando è stato effettuato l’acquisto? Tre giorni prima delle elezioni! Se l’attuale minoranza era certa della vittoria, avrebbe potuto programmare l’operazione per i giorni successivi alla consultazione elettorale. Invece ha voluto accelerare i tempi, in modo da metterci di fronte al fatto compiuto, che abbiamo ereditato. Ma sia chiaro: noi non intendiamo spendere un centesimo, per quella struttura. Purtroppo dei fondi a disposizione, 180 mila euro, 66 mila sono sfumati per l’acquisizione. Per la rimanenza chiederemo la possibilità di un impiego diverso rispetto alle previsioni».

L’alternativa? «Viabilità. Manutenzioni straordinarie, di cui vi è assoluta necessità», chiarisce Romanut. La vicenda del centro giovani in un paese “vecchio” si chiude qui, dunque: «L’opera – chiosa Bosello – si configurava come un esempio di spreco di pubblico denaro. Sarebbe stata l’ennesima cattedrale nel deserto.

Incompiuta, per di più, posto che con i soldi a disposizione si sarebbe potuto procedere solo al risanamento del tetto e del pianterreno. Per non parlare – conclude – dei costi di manutenzione che il Comune, il più povero del Friuli Venezia Giulia, avrebbe dovuto sostenere»

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Tre assessori per il nuovo sindaco

DRENCHIA. La nuova giunta civica di Drenchia, che segna una svolta rispetto ai consolidati assetti degli ultimi 20 anni, è ormai in carica, pienamente operativa.

La formalizzazione delle nomine dei tre assessori individuati dal neosindaco Francesco Romanut è avvenuta l’altra sera, durante la seduta di insediamento del consiglio: la scelta del primo cittadino è ricaduta su Graziano Bosello, cui è stato affidato il ruolo di vicesindaco (con deleghe a bilancio, lavori pubblici, turismo e sport); David Iurman, assessore a patrimonio, territorio e ambiente (da evidenziare che Jurman ha rinunciato agli emolumenti); e Viviana Zuodar, che si occuperà di cultura, attività produttive, associazioni, sociale e sanità. Per sé il sindaco ha tenuto i referati a urbanistica, edilizia privata, personale, affari generali, rappresentanza transfrontaliera e protezione civile. Tornando, infine, al vicesindaco: il mandato non sarà di durata quinquennale; gli accordi presi all’interno della squadra “Per Drenchia serenità e sicurezza” prevedono, infatti, un avvicendamento fra Bosello e Iurman.

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Questo è un “paese per vecchi”

DRENCHIA. Appena 64 residenti effettivi (all’incirca la metà di quelli ufficiali) e una media anagrafica senza eguali in regione: con l’80% di abitanti anziani Drenchia è il Comune più “vecchio” del Friuli Venezia Giulia. Non solo: è anche il più povero. Su questi due fattori si impernia dunque la sfida per le amministrative, che al veterano Mario Zufferli (il prossimo sarebbe, per lui, il quinto mandato da sindaco) contrappone Francesco Romanut, un breve passato di assessore esterno, poi consigliere d’opposizione.

Povertà diffusa. Che fare?

Romanut: «Bisogna creare nuove occasioni. Turismo sportivo ed enograstromico, per esempio; abbiamo inoltre avviato una collaborazione con l’Università di Udine per lo sfruttamento scientifico delle erbe officinali delle Valli nonché per l’idroterapia nelle acque dei nostri torrenti. Puntiamo poi a promuovere soggiorni climatici assistiti per asmatici, perché è appurato che l’aria di queste zone è efficace per la cura di ogni forma di broncopatia. Tutto ciò potrebbe creare indotto».

Zufferli: «L’unica soluzione sarebbe il raddoppio delle pensioni e non possiamo certo pensarci noi! A Drenchia ci sono praticamente solo pensionati dei coltivatori diretti, che percepiscono quote minime. Tante volte ho lanciato appelli per la defiscalizzazione: chi vive in questo territorio disagiato avrebbe diritto a non pagare le tasse. Sarebbe anche l’unico sistema per riportare abitanti in paesi ormai semideserti».

Comune “anziano”: le vostre politiche di settore?

Romanut: «Non a caso ho voluto inserire in lista due infermiere. Ci impegniamo a un’attenzione forte, assoluta direi, al sociale. L’ideale – non sarà facile, ma ci proveremo – sarebbe riuscire a far riaprire in loco un negozio di generi vari, una delle botteghe di una volta, che vendevano un po’ di tutto… In tal modo potrebbe divenire fattibile il progetto della spesa a domicilio, di cui si parla da anni».

Zufferli: «L’assistenza diretta è fondamentale, ma dipende molto dal sistema assistenziale, appunto, cividalese. Confidiamo che la riforma della sanità regionale produca un potenziamento della rete territoriale. Per parte nostra puntiamo sul centro di aggregazione, che siamo determinati a realizzare: prenderà forma nel vecchio bar del paese, cui la gente della zona era legatissima. Lì si potrebbe offrire un servizio di accoglienza diurna per gli anziani, magari con la presenza di un’infermiera».

Negli ultimi tempi a Drenchia si sono registrati diversi furti di rame. C’è modo di fronteggiare il fenomeno?

Romanut: «Certamente. Nessun borgo è stato risparmiato: l’alta presenza di case disabitate è un “incentivo”. Bisognerà attivare dei sistemi di sorveglianza, tramite telecamere, per controllare i passaggi di mezzi sul territorio».

Zufferli: «Il fenomeno, in realtà, è comune a tutte le Valli. E in fin dei conti non è successo nulla di grave. Le forze dell’ordine sono attente, ci affidiamo a loro: è evidente che non possiamo piazzare uno sceriffo a presidio delle case…».

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Rubati gli spiccioli dalla cassa del rifugio Solarie

DRENCHIA. Hanno forzato il vetro di un serramento scorrevole, si sono introdotti nel locale e hanno puntato dritto alla cassa: cercavano soldi, ma il bottino che hanno intascato è stato decisamente misero, una quindicina di euro. La scorribanda ladresca ha avuto per scenario il rifugio di passo Solarie, in comune di Drenchia, nella notte fra giovedì e venerdì: ad accorgersi dell’accaduto, la mattina successiva, sono stati i gestori, che hanno subito denunciato l’accaduto alle forze dell’ordine. Da una rapida ricognizione è emerso che dall’esercizio non mancava niente, spiccioli a parte. I malviventi si sono limitati a prelevare il magro contenuto della cassa, appunto, e se ne sono andati; il danno per la forzatura del vetro è insomma decisamente superiore a quello della refurtiva. Non è la prima volta che il rifugio di Solarie, sul Kolovrat, subisce un’incursione.

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Drenchia, sloveno esce di strada durante le riprese di un film

DRENCHIA. Lo sloveno Saso Sladojebic, 27 anni, di Lubiana, impegnato nelle riprese del film “Storie dai boschi di castagno”, coproduzione transfrontaliera realizzata dalla società cinematografica Transmedia production srl di Gorizia, ha subito nel tardo pomeriggio di ieri un incidente nei pressi di Obenetto di Drenchia, dove la troupe sta girando da qualche giorno.

Mentre percorreva, a bordo di un “quad”, una pista erbosa (priva di barriere di protezione), l’uomo ha improvvisamente perso il controllo del mezzo ed è finito nella scarpata, rotolando per una decina di metri. Il ferito ha subito contusioni e fratture, ma non corre fortunatamente pericolo di vita. Immediata da parte dei colleghi la richiesta di soccorso: in pochi minuti è sopraggiunto l’elicottero del 118, che tuttavia non ha trovato spazio per atterrare. Si è dovuto così attendere l’arrivo dell’ambulanza: a quel punto lo sloveno, che non ha mai perso conoscenza, è stato imbragato, issato sul mezzo e portato fino al punto in cui l’elicottero era riuscito ad atterrare. È stato poi trasferito d’urgenza all’ospedale di Udine. Sul posto anche i carabinieri della Compagnia di Cividale e i vigili del fuoco.

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