Category: Rassegna Stampa

Il Rifugio Solarie cerca un gestore

DRENCHIA (Udine) – Il rifugio escursionistico e l’area sportiva di Passo Solarie a Drenchia cercano un gestore. Il Comune, che è proprietario del complesso, ha pubblicato un bando di gara per l’affidamento, la custodia e la gestione del rifugio e dell’area sportiva; è stato indetto un pubblico incanto che si terrà il 3 maggio alle 14 nella sede del Municipio, nella frazione di Cras. Il testo del bando e gli allegati sono scaricabili dall’albo pretorio online del Comune di Drenchia all’indirizzo
http://albopretorio.regione.fvg.it/drenchia e
http://www.comune.drenchia.ud.it/portale/cms/TempoLibero/News/news_0055.html.

Nel cuore della storia
Il rifugio Solarie si trova sul versante sud del monte Kolovrat, a quota di 956, vicino al Passo Solarie e all’ex valico di confine di seconda categoria che collega la val Cosizza con l’abitato sloveno di Volzana e quindi con la valle dell’Isonzo. La zona fu tragicamente interessata dalla Battaglia di Caporetto che portò alla ritirata delle truppe italiane fino alla linea del Piave.

Vicino al passo (nelle foto) è stato innalzato un cippo a ricordo di Riccardo Giusto, primo caduto italiano nel conflitto.

Sono visibili trincee, gallerie scavate nella roccia, camminamenti e resti di fortificazioni militari in cemento. L

a zona poco distante del monte Poclabuz – Na Gradu Klabuk è diventata un museo transfrontaliero all’aperto.

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Rifugio Solarie – BANDO DI GARA

BANDO DI GARA PER L’AFFIDAMENTO CUSTODIA E GESTIONE DEL RIFUGIO ESCURSIONISTICO ED AREA SPORTIVA IN LOCALITA’ SOLARIE
IL RESPONSABILE DELL’AREA TECNICO-MANUTENTIVA
  • Visto il regio decreto 18 novembre 1923 n. 2440 ed il regio decreto 23 maggio 1924 n. 827;
  • Visti gli articoli 2561 e 2562 del Codice Civile;
  • Visto il regolamento comunale per la disciplina dei contratti
PREMESSO
che il Comune di Drenchia è proprietario del Rifugio Escursionistico e dell’area sportiva in località “Solarie” con la relativa pertinenza
RENDE NOTO
che è indetto, ai sensi dell’art. 37 del R.D. n. 827/1924, pubblico incanto che si terrà
il giorno 2 maggio 2017 alle ore 14,00  presso il Comune di Drenchia – Sede municipale fraz. Cras
Il testo e i relativi allegati sono scaricabili dall’albo pretorio online del Comune di Drenchia http://albopretorio.regione.fvg.it/drenchia

Montagna, un declino senza freni

Montagna, un declino senza freni: in 50 anni persa la metà dei residenti
Dal 1961 se ne sono andate 54.000 persone.

Il record a Drenchia.

La Valcellina paga il prezzo più alto mentre a Tolmezzo si è registrata una controtendenza.

UDINE. Il picco risale al primo dopoguerra. E’ il 1921 e la montagna friulana vanta complessivamente 150 mila 574 persone. Una vetta che non conoscerà più, destinata com’è a pagare un’emorragia inarrestabile, capace – nell’arco di un secolo – di più che dimezzare la popolazione residente. Da oltre 150 mila persone, in cent’anni la gente che risiede in montagna è precipitata del 57,4 per cento: al 31 dicembre 2016 erano appena 64 mila 176 i residenti nelle cinque aree montane del Fvg. Dal 1961 la flessione è del 45,9 per cento, pari a 54 mila persone.

Alte Valli del Cellina e del Meduna

Nella montagna della Destra Tagliamento i residenti subito dopo la Grande Guerra erano quasi 24 mila: 23 mila 932 dice l’Istat nel 1921. E’ in assoluto l’area che ha pagato il dazio più alto in termini di spopolamento. Nel 1961 la gente che abitava le valli pordenonesi era scesa infatti già della metà – 13 mila 335 nel 1961 – e nel 2016 non ha raggiunto le 5 mila unità. Ha perso, rispetto all’anno di picco – quel 1921 che qui vale 23 mila 962 abitanti, ben l’80,2 per cento della sua popolazione.

Carnia Occidentale e Orientale

Anche la parte ovest della montagna “udinese” paga pesantemente dazio all’abbandono progressivo della montagna. Nel 1921 c’erano ben 34 mila 152 residenti. Nel 2016 erano 13 mila 822, meno 59,5%. Va meglio a est. Anziché perdere i 2/3 della popolazione, la Carnia Orientale è passata da 41 mila 511 abitanti a 28 mila 296, -31,8%. Argina le perdite, se così si può dire, grazie all’inversa dinamica di crescita che investe Tolmezzo, mèta di una buona parte della gente che lascia le valli montane in cerca di lavoro.

Canal del Ferro

Tornano le ombre imboccando la valle che sale verso Pontebba. Qui i residenti erano, nel 1921, 22 mila 664, 16 mila 037 nel 1961, appena 7 mila 453 nel 2016. La chiusura delle caserme ha dato un pesante contraccolpo all’economia locale svuotando interi paesi.

Alta Slavia

Sfiorano la desertificazione le valli del Natisone che dalle 20 mila 925 persone del primo dopoguerra sono precipitate alle 4 mila 594 del 2016. Vantano in termini di perdite il primato per singolo Comune. Va infatti a Drenchia il più alto gradino dell’infelice podio. Con i suoi 115 abitanti Drenchia non è solo il più piccolo paese del Friuli Venezia Giulia, è anche quello che ha perso di più in termini percentuali: ben l’89,8 per cento rispetto al 1961.

Val Canale

A differenza delle altre zone montane la valle di Tarvisio è quella che ha tenuto maggiormente e che ha conosciuto una dinamica di crescita fino alla metà e oltre del secolo scorso. Nel 1921 vantava 7 mila 390 abitanti, nel 1961 8 mila 281, nel 2016 5 mila 227, meno 28,6 per cento rispetto al dato iniziale.

Comuni in crescita

Sono pochi ma ci sono. A partire da Tolmezzo che esclusi gli ultimi anni archiviati con qualche unità percentuale di perdita, in generale ha conosciuto nellìarco del secolo scorso una crescita pressoché constante. Ai 10 mila 440 residenti al 31 dicembre 2016 è arrivata mettendo a segno incrementi su incrementi, ben il 14,5% rispetto al 1961. Ma se la “capitale della Carnia” con l’ingresso nel nuovo millennio ha interrotto la virtuosa performance, a proseguirla è riuscita invece Villa Santina: 2.233 gli abitanti l’anno scorso, +6,7 per cento rispetto al 1961, più 1,9 per cento rispetto al 2001. Ha fatto meglio, rispetto al primo anno del secondo millennio, solo Amaro, che è balzata in avanti del 9,6 per cento – sia grazie alla vivace zona industriale che alla parziale fuga delle gente dal “caro Tolmezzo”,

arrivando a 823 abitanti.

Comuni in discesa

Oltre a Drenchia, ci sono Dogna con appena 175 abitanti e Grimacco con 342. Il primo, tra il 1961 e il 2016, ha perso ben il 77,9 per cento della popolazione, il secondo addirittura il 79,2 per cento.

http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2017/04/03/news/montagna-1.15132663?ref=search

 

Capodanno sul monte Kolovrat

DRENCHIA (Udine) – Torna l’affascinante passeggiata notturna di Capodanno sul monte Kolovrat a Drenchia, questo sabato 31 dicembre, dalle 20 in poi, con partenza da Passo Solarie. A organizzare l’evento la pro loco Nediske Doline Valli del Natisone che offre l’opportunità agli appassionati delle camminate di trascorrere la serata di San Silvestro immersi nella natura, in un suggestivo paesaggio invernale, lungo la dorsale della catena del Kolovrat. «Vivremo la magia della montagna di notte e il tepore del Rifugio Solarie che sarà il punto di partenza e di arrivo – spiega il referente della pro loco, Antonio De Toni, che sarà anche l’accompagnatore -; è proprio nel rifugio che, allo scoccare della mezzanotte, brinderemo insieme al nuovo anno; proseguiremo la serata gustando le prelibatezze del Solarje, accompagnate da musica dal vivo».

Come raggiungere il rifugio
Il rifugio Solarie è raggiungibile da Cividale del Friuli seguendo la direzione di San Pietro al Natisone; giunti a Ponte San Quirino si prendere la direzione Drenchia, lungo la strada provinciale 45 e si seguono le indicazioni per Passo Solarie e Kolovrat. Il percorso di Capodanno si snoda su sentiero facile ma con alcune salite e discese, con un dislivello di 158 metri. Si consiglia abbigliamento sportivo e scarpe da trekking; munirsi di torcia elettrica. In caso di neve saranno necessarie le ciaspole, che si possono noleggiare sul posto. Info Antonio 349.3241168 segreteria@nediskedoline.it.

La terza linea di difesa italiana
Nell’area di Passo Solarie è possibile visitare il museo all’aperto del Kolovrat “La terza linea di difesa italiana”, sull’omonimo altopiano al confine tra Italia e Slovenia. Passo Solarie si trova poco prima dell’ex valico. Nei pressi del rifugio è possibile parcheggiare l’automobile e vedere immediatamente il monumento dedicato al primo caduto italiano nella Grande Guerra, l’alpino Riccardo Giusto. Dopo 50 metri, sulla sinistra, si stacca una strada asfaltata in leggera salita, segnata come sentiero Cai 746, che porta a un piccolo spiazzo dove c’è un pannello dedicato alla presentazione del museo. A questo punto si abbandona la strada asfaltata e si prosegue lungo un sentiero sulla destra. Giunti nei pressi di una biforcazione, si continua dritti arrivando dopo 10 minuti sul Passo Zagradan, aquota 1042. Sulla sinistra si vede perfettamente il fianco del Monte Piatto mentre a destra si trova il Monte Klabuk, la cima dove la Fondazione “Poti miru v Posočju” di Caporetto, i “Sentieri di pace dell’Alto Isonzo”, ha recuperato parte delle postazioni di difesa italiane. Seguendo le tracce sul terreno è possibile raggiungerlo e vedere da vicino questi resti perfettamente conservati e ristrutturati.

http://bit.ly/2ideQUt

Più ossigeno e pochi acari

Drenchia

DRENCHIA (Udine) – A Drenchia l’aria e più buona e pura e l’Università di Udine si è messa a studiarla sul posto, da paio di settimane, per la futura creazione, insieme al Comune e all’associazione “Malin Mill”, di un centro per la cura e il trattamento di asma e broncopatie, in particolare per i bambini. «Che da noi ci sia aria buona è risaputo da sempre – dice il sindaco di Drenchia, Francesco Romanut, che è anche socio fondatore dell’associazione “Malin Mill” con sede a Pulfero -; adesso vogliamo dimostrarlo con una ricerca».

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Raccolta firme per la creazione dell’Uti delle Valli

NATISONE. Si gioca il tutto per tutto. I cinque sindaci di centrodestra delle Valli del Natisone si sono presentati in Regione per chiedere una modifica dell’Uti del Natisone con la creazione di un sub-ambito delle Valli, con personalità giuridica. L’obiettivo, insomma, è una realtà con potere decisionale e operativo, perché troppo nette – rimarcano i Comuni di San Pietro al Natisone, San Leonardo, Pulfero, Grimacco e Drenchia, che non hanno approvato l’atto costitutivo e lo statuto dell’Unione – sono le differenze del contesto valligiano dal rimanente bacino territoriale dell’Uti del Natisone.

A ricevere la delegazione, e ad ascoltarne le istanze, c’erano i vari capigruppo del consiglio Fvg, fatta eccezione per la Lega Nord; insieme a loro i consiglieri regionali Giuseppe Sibau e Roberto Novelli. «Il clima è stato disteso – rendono noto i primi cittadini di San Pietro e San Leonardo, Mariano Zufferli e Antonio Comugnaro – e ci è stata dimostrata attenzione. Ora il caso verrà affrontato in sede consiliare: la decisione compete all’assemblea».

Gli amministratori locali intendono muoversi su più fronti: verrà anzitutto portato in votazione nei singoli consigli comunali un documento che ratifica e formalizza la richiesta verbale avanzata ai capigruppo regionali nell’incontro di cui sopra; l’atto, che dovrebbe essere approvato anche dai due Comuni di centrosinistra delle Valli (Savogna e Stregna, che peraltro hanno aderito, pur in seconda battuta, all’Uti del Natisone), sarà poi trasmesso in Regione. Si sta inoltre pensando all’avvio, in tempi stretti, di una raccolta di firme e a un ciclo di riunioni pubbliche

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Chiesa in lutto: è morto don Dionisio Mateucig

TARVISIO. Un grave lutto ha colpito la Forania di Tarvisio e tutta la chiesa friulana.

E’ morto alle prime ore di oggi, martedì 30 agosto, alla casa del clero di Udine, all’età di 78 anni, monsignor Dionisio Mateucig, parroco di Camporosso e responsabile del Santuario della Madonna di Monte Lussari.

Il sacerdote, originario del comune di Drenchia, molto amato dai fedeli della parrocchia era anche una preziosa figura di riferimento per i pellegrini dei tre popoli, italiano, austriaco e sloveno, che frequentano il santuario Mariano dove era solito celebrare la messa in tre lingue.

Lo scorso 10 luglio, sul Lussari, aveva accusato un malessere, ma dopo il ricovero all’ospedale di Tolmezzo, pareva si fosse ripreso.

Invece, il suo crollo fisico è proseguito fino alla morte.

La notizia della morte di don Dionisio s’è subito diffusa in Valcanale suscitando profondo cordoglio.

I suoi funerali saranno celebrati alle 15 di giovedì nel duomo di San Egidio di Camporosso, dove la salma giungerà alle 10 e al suo arrivo il nipote missionario celebrerà una messa.

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Centro per giovani, l’ex sindaco: «avrebbe rivitalizzato il paese»

DRENCHIA. Come prevedibile l’ex sindaco di Drenchia, Mario Zufferli, contesta la scelta della nuova giunta civica (formalizzata nel corso di una recente seduta di consiglio) di chiedere alla Regione la devoluzione di parte del contributo assegnato per la realizzazione di un centro di aggregazione giovanile a Cras.

«Non si sarebbe trattato – sottolinea Zufferli – di una struttura riservata esclusivamente ai ragazzi del posto: avrebbe potuto richiamarne da altre zone, anche dalle regioni contermini. Far arrivare giovani nel nostro Comune, anche solo per una visita, è fondamentale. Se ci chiudiamo in noi stessi a Drenchia saremo sempre di meno e sempre più vecchi. Non serviva rinunciare a quest’opera per sistemare la viabilità: tali interventi potranno sempre contare sull’aiuto della Regione. Quello che la nuova amministrazione ha proposto è un travaso di risorse da un capitolo di spesa regionale all’altro, in pura perdita per il Comune». L’ormai archiviato progetto del centro d’aggregazione, invece, avrebbe contribuito – ribadisce Zufferli – a rivitalizzare Drenchia: «Avrebbe potuto divenire, per esempio, un polo di riferimento per studi storici sulla grande guerra, per le scuole superiori e l’università… Adesso, con la decisione presa, la giunta sarà responsabile del degrado del fabbricato, ormai acquistato. Attenzione: si rischia il danno erariale».

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Va a tagliare legna in giardino: precipita nel dirupo

DRENCHIA. Era uscito a tagliare legna nel giardino vicino alla propria abitazione, alla sommità di Clabuzzaro, frazione di Drenchia, quando ha perso l’equilibrio ed è caduto. È precipitato lungo un dirupo per alcuni metri l’anziano che nel tardo pomeriggio di ieri ha riportato diverse fratture in seguito alla caduta. La richiesta di intervento è arrivata alla Centrale operativa del 118 verso le 18.30 e dall’ospedale di Cividale è partito il personale sanitario a bordo di un’ambulanza. Stando alla prima segnalazione le condizioni dell’uomo erano piuttosto gravi, pertanto il 118, che aveva impegnato l’equipe dell’elisoccorso ad Alesso per un altro intervento, ha richiesto il supporto dei volontari del Soccorso alpino. Alla fine l’uomo, che ha riportato alcune fratture, è stato trasportato in ambulanza.