Montagna, un declino senza freni

Montagna, un declino senza freni: in 50 anni persa la metà dei residenti
Dal 1961 se ne sono andate 54.000 persone.

Il record a Drenchia.

La Valcellina paga il prezzo più alto mentre a Tolmezzo si è registrata una controtendenza.

UDINE. Il picco risale al primo dopoguerra. E’ il 1921 e la montagna friulana vanta complessivamente 150 mila 574 persone. Una vetta che non conoscerà più, destinata com’è a pagare un’emorragia inarrestabile, capace – nell’arco di un secolo – di più che dimezzare la popolazione residente. Da oltre 150 mila persone, in cent’anni la gente che risiede in montagna è precipitata del 57,4 per cento: al 31 dicembre 2016 erano appena 64 mila 176 i residenti nelle cinque aree montane del Fvg. Dal 1961 la flessione è del 45,9 per cento, pari a 54 mila persone.

Alte Valli del Cellina e del Meduna

Nella montagna della Destra Tagliamento i residenti subito dopo la Grande Guerra erano quasi 24 mila: 23 mila 932 dice l’Istat nel 1921. E’ in assoluto l’area che ha pagato il dazio più alto in termini di spopolamento. Nel 1961 la gente che abitava le valli pordenonesi era scesa infatti già della metà – 13 mila 335 nel 1961 – e nel 2016 non ha raggiunto le 5 mila unità. Ha perso, rispetto all’anno di picco – quel 1921 che qui vale 23 mila 962 abitanti, ben l’80,2 per cento della sua popolazione.

Carnia Occidentale e Orientale

Anche la parte ovest della montagna “udinese” paga pesantemente dazio all’abbandono progressivo della montagna. Nel 1921 c’erano ben 34 mila 152 residenti. Nel 2016 erano 13 mila 822, meno 59,5%. Va meglio a est. Anziché perdere i 2/3 della popolazione, la Carnia Orientale è passata da 41 mila 511 abitanti a 28 mila 296, -31,8%. Argina le perdite, se così si può dire, grazie all’inversa dinamica di crescita che investe Tolmezzo, mèta di una buona parte della gente che lascia le valli montane in cerca di lavoro.

Canal del Ferro

Tornano le ombre imboccando la valle che sale verso Pontebba. Qui i residenti erano, nel 1921, 22 mila 664, 16 mila 037 nel 1961, appena 7 mila 453 nel 2016. La chiusura delle caserme ha dato un pesante contraccolpo all’economia locale svuotando interi paesi.

Alta Slavia

Sfiorano la desertificazione le valli del Natisone che dalle 20 mila 925 persone del primo dopoguerra sono precipitate alle 4 mila 594 del 2016. Vantano in termini di perdite il primato per singolo Comune. Va infatti a Drenchia il più alto gradino dell’infelice podio. Con i suoi 115 abitanti Drenchia non è solo il più piccolo paese del Friuli Venezia Giulia, è anche quello che ha perso di più in termini percentuali: ben l’89,8 per cento rispetto al 1961.

Val Canale

A differenza delle altre zone montane la valle di Tarvisio è quella che ha tenuto maggiormente e che ha conosciuto una dinamica di crescita fino alla metà e oltre del secolo scorso. Nel 1921 vantava 7 mila 390 abitanti, nel 1961 8 mila 281, nel 2016 5 mila 227, meno 28,6 per cento rispetto al dato iniziale.

Comuni in crescita

Sono pochi ma ci sono. A partire da Tolmezzo che esclusi gli ultimi anni archiviati con qualche unità percentuale di perdita, in generale ha conosciuto nellìarco del secolo scorso una crescita pressoché constante. Ai 10 mila 440 residenti al 31 dicembre 2016 è arrivata mettendo a segno incrementi su incrementi, ben il 14,5% rispetto al 1961. Ma se la “capitale della Carnia” con l’ingresso nel nuovo millennio ha interrotto la virtuosa performance, a proseguirla è riuscita invece Villa Santina: 2.233 gli abitanti l’anno scorso, +6,7 per cento rispetto al 1961, più 1,9 per cento rispetto al 2001. Ha fatto meglio, rispetto al primo anno del secondo millennio, solo Amaro, che è balzata in avanti del 9,6 per cento – sia grazie alla vivace zona industriale che alla parziale fuga delle gente dal “caro Tolmezzo”,

arrivando a 823 abitanti.

Comuni in discesa

Oltre a Drenchia, ci sono Dogna con appena 175 abitanti e Grimacco con 342. Il primo, tra il 1961 e il 2016, ha perso ben il 77,9 per cento della popolazione, il secondo addirittura il 79,2 per cento.

http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2017/04/03/news/montagna-1.15132663?ref=search

 

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