Stop al sogno del centro giovanile

DRENCHIA. Come da promesse elettorali: la prima azione politica della nuova amministrazione di Drenchia, che ha scalzato la storica maggioranza del sindaco Zufferli, è lo stop al contestato progetto del centro di aggregazione giovanile di Cras, portato avanti dall’ex giunta e osteggiato dagli allora oppositori, oggi alla guida del municipio, per il paradosso di un piano simile in un Comune popolato quasi solo da anziani.

Il punto saliente all’ordine del giorno dell’assemblea civica convocata per oggi alle 9.30 consiste nella formalizzazione della volontà dell’Ente di chiedere alla Regione la devoluzione del contributo assegnato per lo specifico disegno: «Devoluzione – puntualizza il primo cittadino, Francesco Romanut – parziale, perché l’immobile è già stato comprato».

Con tempistica che il vicesindaco Graziano Bosello definisce «incredibile»: «Sapete quando è stato effettuato l’acquisto? Tre giorni prima delle elezioni! Se l’attuale minoranza era certa della vittoria, avrebbe potuto programmare l’operazione per i giorni successivi alla consultazione elettorale. Invece ha voluto accelerare i tempi, in modo da metterci di fronte al fatto compiuto, che abbiamo ereditato. Ma sia chiaro: noi non intendiamo spendere un centesimo, per quella struttura. Purtroppo dei fondi a disposizione, 180 mila euro, 66 mila sono sfumati per l’acquisizione. Per la rimanenza chiederemo la possibilità di un impiego diverso rispetto alle previsioni».

L’alternativa? «Viabilità. Manutenzioni straordinarie, di cui vi è assoluta necessità», chiarisce Romanut. La vicenda del centro giovani in un paese “vecchio” si chiude qui, dunque: «L’opera – chiosa Bosello – si configurava come un esempio di spreco di pubblico denaro. Sarebbe stata l’ennesima cattedrale nel deserto.

Incompiuta, per di più, posto che con i soldi a disposizione si sarebbe potuto procedere solo al risanamento del tetto e del pianterreno. Per non parlare – conclude – dei costi di manutenzione che il Comune, il più povero del Friuli Venezia Giulia, avrebbe dovuto sostenere»

messaggeroveneto.gelocal.it

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