Questo è un “paese per vecchi”

DRENCHIA. Appena 64 residenti effettivi (all’incirca la metà di quelli ufficiali) e una media anagrafica senza eguali in regione: con l’80% di abitanti anziani Drenchia è il Comune più “vecchio” del Friuli Venezia Giulia. Non solo: è anche il più povero. Su questi due fattori si impernia dunque la sfida per le amministrative, che al veterano Mario Zufferli (il prossimo sarebbe, per lui, il quinto mandato da sindaco) contrappone Francesco Romanut, un breve passato di assessore esterno, poi consigliere d’opposizione.

Povertà diffusa. Che fare?

Romanut: «Bisogna creare nuove occasioni. Turismo sportivo ed enograstromico, per esempio; abbiamo inoltre avviato una collaborazione con l’Università di Udine per lo sfruttamento scientifico delle erbe officinali delle Valli nonché per l’idroterapia nelle acque dei nostri torrenti. Puntiamo poi a promuovere soggiorni climatici assistiti per asmatici, perché è appurato che l’aria di queste zone è efficace per la cura di ogni forma di broncopatia. Tutto ciò potrebbe creare indotto».

Zufferli: «L’unica soluzione sarebbe il raddoppio delle pensioni e non possiamo certo pensarci noi! A Drenchia ci sono praticamente solo pensionati dei coltivatori diretti, che percepiscono quote minime. Tante volte ho lanciato appelli per la defiscalizzazione: chi vive in questo territorio disagiato avrebbe diritto a non pagare le tasse. Sarebbe anche l’unico sistema per riportare abitanti in paesi ormai semideserti».

Comune “anziano”: le vostre politiche di settore?

Romanut: «Non a caso ho voluto inserire in lista due infermiere. Ci impegniamo a un’attenzione forte, assoluta direi, al sociale. L’ideale – non sarà facile, ma ci proveremo – sarebbe riuscire a far riaprire in loco un negozio di generi vari, una delle botteghe di una volta, che vendevano un po’ di tutto… In tal modo potrebbe divenire fattibile il progetto della spesa a domicilio, di cui si parla da anni».

Zufferli: «L’assistenza diretta è fondamentale, ma dipende molto dal sistema assistenziale, appunto, cividalese. Confidiamo che la riforma della sanità regionale produca un potenziamento della rete territoriale. Per parte nostra puntiamo sul centro di aggregazione, che siamo determinati a realizzare: prenderà forma nel vecchio bar del paese, cui la gente della zona era legatissima. Lì si potrebbe offrire un servizio di accoglienza diurna per gli anziani, magari con la presenza di un’infermiera».

Negli ultimi tempi a Drenchia si sono registrati diversi furti di rame. C’è modo di fronteggiare il fenomeno?

Romanut: «Certamente. Nessun borgo è stato risparmiato: l’alta presenza di case disabitate è un “incentivo”. Bisognerà attivare dei sistemi di sorveglianza, tramite telecamere, per controllare i passaggi di mezzi sul territorio».

Zufferli: «Il fenomeno, in realtà, è comune a tutte le Valli. E in fin dei conti non è successo nulla di grave. Le forze dell’ordine sono attente, ci affidiamo a loro: è evidente che non possiamo piazzare uno sceriffo a presidio delle case…».

messaggeroveneto.gelocal.it

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